Viaggio di Nozze


Dal momento che ci piace condividere con voi quanto accadrà nella nostra nuova vita insieme, in questo spazio pubblicheremo le foto più divertenti del nostro viaggio di nozze. Con tutta probabilità si riferiranno agli improponibili personaggi che l'agenzia di viaggio recluterà in loco - previo corso di formazione CEPU di circa 5 minuti - per dare assistenza a Lo Sposo.

Giorno 1 - Silviapore -
Ok, ce l'abbiamo fatta, siamo a Singapore! E questa è già una notizia :D...
Aggiornati i rispettivi profili Whatsapp in modo che le mamme possano tenerci sotto controllo senza andare in ansia, anche a distanza (beh sì, in fondo lo sapete, il disturbo mongoDOC mica ce l'ha solo Lo Sposo... E che le rispettive genitrici non si abituino a simili carinerie, eh!), siamo partiti alla volta della prima meta di questo nostro viaggio di nozze. E meno due (oltre a MENO male) sul numero totale di aerei che ci restano da prendere!!!
Scalo a Dubai per un Pi(pì)t-Stop. Sul volo abbiamo conosciuto una coppia romana che si è sposata il nostro stesso giorno (tranquilla Marisanta, il nostro matrimonio è stato decisamente più fassssscion, e soprattutto C'ERA MOLTO PIU' CIBO, abbiamo confrontato i Menù!!!). L'equipaggio Emirates, informato della nostra Honey Moon, ha pensato bene di omaggiarci di una tortina per festeggiare l'Evento, corredando il tutto con una Polaroid (evidentemente qualcuno li ha informati pure della sfrenata passione de Lo Sposo per le foto!!!). Abbiamo condiviso la degustazione della torta con la coppia di cui sopra, un po' perchè ci hanno fatto simpatia, visto che si sarebbero fermati a Dubai per SCIARE in un centro commerciale (gulp!) prima di raggiungere il Sudafrica, e un po' perchè al loro matrimonio si è mangiato sicuramente meno (grazie Marisanta n.2). Poi di nuovo imbarco e altre sei ore di film e cibo.
Risultato dell'intera traversata: Inside Out (I Sposi), Mad Max Fury Road (Lo Sposo), Age of Ultron (Lo Sposo), Humandroid/Chappie (sempre Lo Sposo: che ci volete fare, ha il testosterone a palla), Marigold Hotel 2 (La Sposa), ed un primo contatto con la cucina speziata asiatica. ^_^
Arrivo a Singapore in perfetto orario (+ 6 ore di fuso orario rispetto a Trescore) ma... Siamo in Asia... Siamo in Asia... Siamo in Asia... Siamo in Asia (ricordiamocelo!!!)... Insomma, aspettiamo 30 minuti il nostro accompagnatore e ci accorgiamo immediatamente che anziché con un auto è venuto a prenderci con un bus!!! Tragitto Changi Airport/Carlton Hotel di qualche decina di chilometri (e pure qualche decina di rosario) fatto ovviamente "on the floor" da Lo Sposo. Tanto non avrebbe comunque visto nulla perchè qui è tutto avvolto in una coltre nebbiosa (la chiamano haze) originata da un incendio in quel di Sumatra. Sono due settimane che è così, e ci possiamo anche credere visto che nel Gran Premio di Singapore di inizio settembre non ci pareva che la Ferrari di Vettel avesse i fendinebbia accesi ;)...
Ci siamo messi a letto per recuperare il fuso, giusto un pisolo, e ci siamo svegliati quando ormai qui tutto è chiuso. La Sposa ora dorme (aridaje) e tra 4 ore proviamo a svegliarci. Domani abbiamo in programma (nebbia permettendo): Marina Bay, Chinatown, Little India e uno dei tanti Electronics Malls che si possono trovare a Singapore. ^_^
Niente foto perchè ci siamo accorti di aver scritto troppo e perchè fino ad un'ora fa Lo Sposo aveva l'iPhone scarico. Ma condividiamo volentieri con voi la nostra posizione...




Giorno 2 - Silviapore -
Nuovamente nebbia: lattiginosa, asfissiante, impalpabile eppure densa, densissima. Quasi come se l'intera città fosse messa dentro una gigantesca serra. Il vantaggio è che l'haze dona alla skyline un monocromatismo assolutamente naturale, permettendoti scatti in Black&White senza bisogno di ulteriori filtri!
Singapore è cara, a patto che non decidiate di mangiare, perchè allora tutto cambia! Un'enorme quantità di cibo è pronta a soddisfare - ovunque - ogni famelico appetito o anche solo a stuzzicare voglie inconsce (chi non ha mai sognato di pasteggiare a dolcetti con impresso il simbolo di Batman?!?! Sappiate che qui si può!!!). Il dollaro singaporese è più debole dell'euro (per 1 € avrete in cambio 1,4/1,5 S$) ma quello che a Singapore è veramente conveniente è il cibo! Lasciate stare la tecnologia (mai a meno dei prezzi europei) o le grandi griffe presenti nei Mall più cool, e buttatevi in esperienze culinarie "senza ritorno", se il il CO(O)Lon regge avrete certamente di che raccontare ^_^...
Metropolitana singaporese (absolutely friendly, oh yes) e poi passeggiata by the Bay. Aperitivo - con prezzi a dire il vero "altini" ma congrui, visto dov'è posizionato il Lounge - al 57esimo piano delle Sands Towers (il famoso grattacielo co l'enorme tavola da surf che posta sul tetto unisce le tre torri) e poi visita ai Gardens. Traversata a 25 metri da altezza da un Supertree all'altro e poi le bancarelle di Little India e Chinatown. Cena allo Street Food Festival (dura ancora pochi giorni, se vi affrettate fate ancora in tempo!) e poi ritorno al Carlton.
Domani giornata di trasferimento a Bali. Sarà un viaggio di altre tre ore. Ora si spegne tutto, buonanotte! :)









Giorno 3 - Nusa Dua, Bali -
Giornata di trasferimento. Volo Singapore - Bali a mezzo di un Boeing della Garuda Indonesia. La compagnia è affidabile perchè della sua flotta di 777-300 ne esiste anche una in scala 1:500 distribuita dalla Herpa. Per I Sposi (e probabilmente per qualche altro personaggio di nostra conoscenza) è un dato più che sufficiente per eleggerla a perfetto tappeto volante per trasportarci nello scalo di Denpasar. Non prima però di aver caricato le nostre valige da sfollati (due borsoni più un voluminoso baggage che di certo non è griffato Via Montenapoleone), comprensive di wheelchair, su una nuovissima Mercedes Classe E da circa 80mila euro! Ma l'incazzatura del taxista/uberista (in Asia si può) non ha avuto prezzo. ^_^
Va detto che l'aeroporto di Denpasar è uno dei posti più sicuri al mondo e omaggia i suoi visitatori di controlli accuratissimi, compresa umida annusata di unità cinofila Murdock (a I Sposi è piaciuto: good boy, gooood job Murdock!). :3
Viraggio cromatico deciso con il calore dei colori balinesi ad accoglierci. Trasferimento su solito furgone da Famiglia Bredford con l'assistenza di due infermieri - compresi di divisa - decisamente "sul pezzo" nel maneggiare la componente disabile della coppia. Dalla prossima volta abbiamo consentito loro di poterci sobriamente supportare IN BORGHESE dal momento che a noi no piace apparire. Insomma, o vengono anche con la Croce Rossa, o non se ne fa nulla. :D
Ecco l'Inaya Putri Bali, il resort che ci coccoloerà per i prossimi quattro giorni. Non poteva però mancare la solita "cartolina-lexotan" per le nostre mamme sotto forma di utile e onnipresente cartellonistica. Tranquilli, una sfiga la stiamo già scontando e questo riduce drasticamente la probabilità statistica che ce ne capiti una seconda. ^_^
Da domani meno parole (lo giuriamo!) e solo mare, ozio, abbronzatura, cocktails e foto de La Sposa in costume!!! ;)








Giorno 4 - Nusa Dua, Bali -
Profumo di iodio, crema abbronzante (massimo fattore di protezione by Just, di più sicuro contro i raggi del sole ci sono solo le tute spaziali della Nasa), e tanto tantissimo vento. Questa è la penisola di Bukit, nella zona meridionale di Denpasar, dove l'alternarsi delle maree riesce a dare un volto ogni volta diverso al paesaggio: l'opulenza di fondali bassi e turchesi, incorniciati dal bianco delle onde che si infrangono sul reef, cede il posto - nell'approssimarsi del tramonto - alla semplicità di un acquitrino salmastro.
Nel primo pomeriggio, bagno de I Sposi nell'intimità della piscina privata che ogni camera al piano terra dell'Inaya condivide con quella accanto (ma I Sposi non hanno vicini, quindi la privacy è totale!). ;)
Passeggiata lungo la Beach Promenade costellata di Resort e Beach Club fino quasi a Benoa (- 2 Km alla meta) e poi cena iperproteica per reintegrare energie e liquidi.
E il sorriso dei balinesi, ovunque, ad ogni angolo, lungo ogni via e incrocio. Una gentilezza caratteriale, tangibile, mai di facciata. La tela ideale su la Sposa puó dipingere i suoi sorrisi. :*






















Giorno 5 - Nusa Dua, Bali -
Escursione nel cuore verde-pulsante di Bali, dove persino gli interrazzamenti delle risaie (patrimonio dell'umanità secondo l'Unesco) somigliano ad un meraviglioso orto botanico.
I Sposi hanno scoperto di essere Billionaire grazie al cambio favorevolissimo Euro-Rupia Indonesiana (prego guardare cartello più sotto), roba che se trasferissimo l'intera popolazione greca a Bali avremmo pure risolto i problemi dell'economia ellenica: insomma, non serve uscire da una metafisica Euro Zona, basta prendere un aereo ed atterrare a Denpasar dove con 15 euro ti servono un menu da chef stellato.
Dopo due giorni, I Sposi si sono finalmente arresi all'impraticabilità dei nomi balinesi. Hanno recuperato una guida autoctona che si chiama Art Attack (o qualcosa di simile) che improvvisa spiegazioni "a cappella", omette i nomi dei Re - tanto uno vale l'altro - e dispensa precetti ad minchiam sugli elementi cardine della religione induista. :D
Nel corso dell'intera giornata (9 am - 6.30 pm!!!): visita al tempio di Ulun Danu Beratan (per favore, non chiedete chi l'ha costruito!!!), compere al mercato di Candikuning, e subito dopo una passeggiata con le scimmie prima di raggiungere i laghi gemelli di Desa Gobleg. Dove il cielo, oltremodo plumbeo oggi, tocca la terra!
Qui guidano come dei matti ma... that's Asia! ^_^




























Giorno 6 - Nusa Dua, Bali -
Tu parli il balinese? Ultimo giorno a Nusa Dua, a I Sposi mancheranno Delan, Mr Putu, tutto lo staff. Gli mancherà perfino Sorry; non si sa come si chiami realmente ma I Sposi l'hanno ribattezzata così perché incarna - o reincarna, per chi è di fede indu - l'allegra impotenza tutta balinese di fronte agli ineluttabili accadimenti della vita. Avete un problema? Sorry vi accompagnerà con la sua mite rassegnazione ad accettare con un sorriso - stampato in quadricromia sulle labbra - la vostra mediocre condizione di essere umani.
Art Attack - da oggi figlio adottivo della famiglia Addams - si è prodigato in un pedissequo elenco di tutte le malattie (senza lesinare sui sintomi) che infestano il padre, ormai novantenne. Non ha lesinato nulla, poi, nella descrizione di una serie di sevizie che il bambino balinese compie sugli insetti nel corso della sua personale formazione ai rudimenti della neurologia. Il tutto impreziosito da una risata compiaciuta, divertita e grassa che conferiva all'intera scena un vago senso di macabro!
Nel corso della giornata (fitta e densa come mai prima d'ora): spettacolo caleidoscopico con il "Barong e la danza del Kris" (in pratica uno spin off di Megaloman!), nuovi sguardi di stupore color smeraldo alle Rice Terras di Tegallalang, acrobatiche imitazione di Lara Croft nel tempio vicino a Sebatu (nel caso de Lo Sposo Klara Croft, grazie Heidi!!!), panoramica sui due vulcani di Batur Tengah, visita ad una casa tipicamente balinese in quel di Singapadu (dove I Sposi hanno potuto acquistare il prelibato Caffè Luwak).
In tutto ciò, La Sposa ha pure trovato il modo (ed il tempo) di farsi invitare ad una festa di uno dei miliardi di templi che qui costeggiano le strade.
A cena, volete non chiudere la permanenza all'Inaya con un "Happy Honeymoon" cantato da tre camerieri improvvisatisi Jersey Boys? :D
Domani trasferimento al Maya di Ubud. Aspettatevi solo foto di stanze, letti e piastrelle del bagno.























Giorno 7 - Ubud, Bali -
Quei Bali ragazzi! Nota di costume: qui il sistema pensionistico somiglia ad una sorta di - legalizzata - eutanasia economica. Chi va in pensione gode di una rendita che decresce al passare degli anni, di conseguenza, chi vive a lungo (molto a lungo) alla fine dei suoi giorni non percepirebbe praticamente nulla. Beh, mica vorrete la botte-piena-grande-col-vino-buono e pure la moglie ubriaca! Non sareste dei veri balinesi. :)
Oggi solo trasferimento ad Ubud, la capitale culturale di Bali. Il Maya, luogo che ci offrirà la sua ospitalità nei prossimi tre giorni, è un resort con mini ville incastonate lungo il fianco - rigoglioso, tropicale, lussureggiante - di una montagna. I Sposi alloggiano in una di queste casette di circa 35 mq, con piccola piscina privata e con un livello di privacy totale (a meno che non vi debbano consegnare la Honeymoon Cake, e siamo alla terza, mentre siete in ammollo), da viaggio di nozze appunto! Inutile dire che non ci siamo più mossi da qui. La Sposa, addirittura, si è pure concessa una divagazione supereroistica e nei panni di Bat(h) Woman ha affrontato un bagno nei petali.
Condividiamo, as always, la nostra posizione accompagnandola ad una serie di scatti degli ambienti.
Domani tornano le gite di Art Attack!!! ^_^












Giorno 8 - Ubud, Bali -
It's Wonderful, è Balissimo! Art Attack ha scoperto la tecnologia ed ora siamo pure amici di Facebook. Considerata la proverbiale gentilezza balinese, mi pare fin troppo scontato credere che nella versione downloadabile sull'isola del programma di Zuckerberg ci sia solo il pulsante "mi piace".
Abbiamo pranzato insieme ai ragazzi (guida e infermieri, che oggi si sono fatti un "Bali così" con tutti quei gradini), ad eccezione del driver che ha declinato l'invito perché si vergognava - secondo quella pettegola di Art Attack - dal momento che mangia solo con le mani. Noi per convincerlo gli abbiamo detto che non doveva certo preoccuparsi di questo visto che per tutto il tempo guida con i PIEDI senza alcun problema da parte nostra, ma è stato inutile! :D
Oggi visita al Tempio di Besakih, un imponente complesso di circa cinque aree con oltre trecento piccoli tempietti al proprio interno (in pratica la versione balinese della più nota matrioska). Successivamente, sosta a Klungkung per visitare il Palazzo di Giustizia, monumento nazionale dal 1908, anno di una sanguinosa guerra d'indipendenza contro gli olandesi.
La sposa afferma che domattina alle sette si alzerà per il corso di Yoga mattutino. Intanto la sveglia l'ha messa Lo Sposo alle 6.45!
Sarà l'ultimo giorno de I Sposi al Maya. Si prevede smodato uso della piscina. ;)
PS: Per la seconda volta in tre giorni ci siamo goduti la danza balinese. Silvia non ne può più ma - nel frattempo - io mi ci sto affezionando al Barong (quel simpatico draghetto mosso da due danzatori, uno per le zampe anteriori ed uno per quelle posteriori) tanto che forse ne adotteremo uno!!! ^_^





















Giorno 9 - Ubud, Bali -
Ultimo giorno al Maya, ma - soprattutto - ultimo giorno a Bali. In assenza di Art Attack e dei due impavidi infermieri, ci sintonizziamo agli usi&costumi locali e per raggiungere la città Lo Sposo viene caricato (insieme alla wheelchair) nel vano bagagli di un accogliente SUV! Giornata di svago nelle vie di Ubud (Starbucks esiste pure qui e questo rende ancora più dolorosa la sua assenza in Italia), dove si possono finalmente trovare delle infradito da donna NR 43 (calzata tipicamente balinese del resto!) nel mercatino locale. Profumi di incenso si mischiano ad afrori meno nobili e questo rende la nostra passeggiata un vortice ininterrotto di sensazioni. Visita al palazzo reale (non chiedete di quale monarca, comunque uno dei tanti) e strizzata d'occhio al giardino di ninfee su cui si affaccia Starbucks, con scenografico tempio a fare da sfondo. Pranzo in uno dei tanti locali che popolano la Monkey Forest Road di Ubud dove si è potuta apprezzare una delle molteplici variazioni sul tema del Babi Guling (praticamente il Porceddu indonesiano).
Inutile dire che il ritorno al Maya è stato fatto - di nuovo - nel portabagagli della monovolume di un tassista abusivo. Eh, come non abituarsi a certe comodità! :D
Nel pomeriggio piscina-piscina-piscina e altre cose censurabili.
Ci accomiatiamo da Bali cenando sotto una costellazione di deliziosi gechi dai polpastrelli botulinizzati, mentre il sole tramonta sulla timida abbronzatura de La Sposa.
Domani si parte. Ci si rilegge a Kuala Lumpur. ;)















Giorno 10 - Kuala Lumpur, Malesia -
Abbiamo lasciato Bali (la splendida, emozionante, scintillante Bali) per far tappa a Kuala Lumpur. L'inizio non è stato dei migliori: Air Asia che si dimentica l'assistenza alla salita ed alla discesa, con solerte intraprendenza degli steward che prendono Lo Sposo per braccia e gambe salvo poi farlo planare a terra come nemmeno il comandante avrebbe saputo fare (e Lo Sposo indossava pure i boxer di Diabolik che occhieggiava con sopracciglio basito ogni qual volta era costretto a piegamenti poco consoni), la Reception del Renaisance che si scorda del nostro arrivo e alle 20 pm (!!!) ci fa attendere 30 minuti per il check-in, salvo poi dirci che l'unica camera con facilities che attualmente hanno a disposizione (perché l'altra è stata erroneamente già occupata) si trova nel reparto fumatori! Come se già non bastasse lo smog che si respira in questa capitale dell'inquinamento: aria caldissima che brucia la gola dopo pochi respiri. Ma l'Asia é anche questo, alloggiare in un Hotel *****S ed avere la moquette vecchia che puzza di sigarette con un bagno che quando fai la doccia diventa una piscina. Fortuna che qui ci rimarremo solo due giorni e che da sabato ci si trasferisce sulla spiaggia di Redang. -_-
La maggior parte delle persone, soprattutto quelle che incontri per strada magari per chiedere dove trovare l'ascensore per la monorotaia, conferma però la proverbiale ospitalità tutta asiatica. Così come il taxista Chris, più disponibile ed accurato di una mappa. E pure adeguatamente muscoloso, che non guasta mai.
Siamo stanchissimi e NERI... ma non propriamente per l'abbronzatura. Domani giro turistico e shopping. Le Petronas restano un gioiello prezioso in questa notte.






Giorno 11 - Kuala Lumpur, Malesia -
Ci stiamo riconciliando con la Malesia, merito di persone disponibili, oneste e sempre gentili. La notizia del giorno è che abbiamo finalmente trovato il cellulare per la mamma de Lo Sposo (che non è Santa Lucia, ormai lo abbiamo capito da qualche anno ^_^) al Low Yat Plaza, il Mall dell'elettronica - e delle cianfrusaglie, vera passione de La Sposa - per eccellenza.
A Kuala Lumpur esistono due tipi di taxi: gli Executive che guida gente come Saiful, di colore azzurro (ma potrebbe essere pure color pervinca visto che notoriamente Lo Sposo non ci prende mai una cippa nella classificazione cromatica) la cui chiamata parte da 6 ringgit, e quelli a basso budget di color violetto (ma... vedi sopra!), con il tassametro che inizia a girare da 3 ringgit, che praticamente rappresentano una sorta di Ryanair su quattro ruote. Con meno di 2 euro, quindi, si viaggia comodamente in città. E ci si chiede ancora perché qui ci sia così tanto inquinamento?!?! Per la cronaca, al cambio di ieri, per 1 euro ti danno 4,73 ringgit.
In mattinata, I Sposi hanno raggiunto il tetto delle Petronas Towers, accumulando pure una serie di gadget assolutamente kitsch (I love You Silvia). Poi shopping, come promesso, compresa manicure e decorazione delle unghie (indovinate di chi?). A proposito, nonostante le ripetute sveglie, La Sposa aveva bellamente ignorato l'intenzione di alzarsi per fare Yoga in quel di Bali.
Domani si parte presto. Ci attende un volo per Kuala Terengganu (nel caso ve lo stiate chiedendo, si! è un volo Air Asia) e poi un passaggio in barca per l'isola di Redang, meta finale del nostro peregrinare. D'ora in poi solo sabbia, sole e soft drink in riva all'oceano.
See you soon Kuala Lumpur!











Giorno 12 - Redang, Malesia -
No Fly Zone! Giornata per veri eroi, per chi getta il cuore oltre l'ostacolo, per chi fa del pericolo il proprio mestiere... perfetta, quindi, per una coppia in viaggio di nozze; perfetta per I Sposi! Air Asia non si smentisce ed alla partenza manca nuovamente la cabin wheelchair. E sono due in due giorni, alla terza conto che ci diano un premio! Ma prima, acrobatici voli sul parabrezza di una monovolume (noi non le vogliamo le monovolume, sono troppo alte per salirci sopra dal piano della sedia) manco Lo Sposo fosse un moscerino qualsiasi. Il naso incollato al vetro produce comunque lo stesso effetto sonoro... spletch!!! :)
Ovviamente gli intoppi non mancano neppure a Medang dove ci attende un molo con almeno 10 gradini per 3 metri di dislivello e una piccola barchetta (equipaggiata con mille Horse Power di potenza) per portarci in quella meraviglia naturale che è Redang. Lo Sposo viene caricato e scaricato da circa 4/5 uomini per volta come una valigia: "no, è quello più paffutello e pesante, no, non quello giallo, no, pure la rossa è una valigia". :/
Ora siamo al The Taaras di Redang, l'unico resort che ha un intero aereoporto tutto per sè - quello di Kuala Terengganu - e per di più adibito a lounge. Dovremmo essere soddisfatti, dite voi?!?! Uhm, in realtà siamo murati in casa (una bella palafitta di 50 mq con vasca e due stanze, tocca ammetterlo) perché la struttura non è attrezzata per accogliere ospiti disabili. Ergo, ci stanno costruendo ex novo una rampa di legno per superare i tre gradini all'ingresso. Franco Cristofanon, dove sei?!?! Insomma, va bene incentivare una coppia alla ricerca dell'intimità, ma vi ricordo che nemmeno i panda si riproducono in cattività (soprattutto con uno sciame di operai, perchè in Asia assumono sempre il quadruplo delle persone per lo stesso lavoro che in Europa ne richiederebbe una, fuori dalla porta). Ma adesso lasciatemi fare l'ümarell: torno a seguire i lavori. :D
PS: poche foto oggi, I Sposi erano un attimo impegnati a SALVARSI LA VITA!!! :P









Giorno 13 - Redang, Malesia -
Ozio, ozio, ozio. I Sposi registrano l'ennesima Honeymoon Cake, e sono quattro! :D
Dopo aver recuperato la nostra proverbiale capacità di trovare una soluzione agli intoppi più o meno grandi della vita, iniziamo la giornata come novelli Robinson Crusoe! La Sposa, nella sua consueta trashaggine, si è arrischiata persino nella scrittura su sabbia: è vero, la frase non presentava eccessivi pericoli grammaticali quali la corretta selezione dell'articolo da mettere davanti al nome, comunque l'effetto fa molto coppietta di Uomini&Donne! ^_^
L'acqua é calda, la spiaggia bianchissima e la fauna non manca di timbrare la propria presenza. Rane, monitor lizard, insetti; qui si presenta tutto nella versione ipersteroidea rispetto a quella a cui sono abituati i nostri occhi: roba da antidoping!!!
Per i prossimi giorni l'upgrade del diario di bordo non sarà che un copia&incolla di questa giornata. ;)














Giorno 14 - Redang, Malesia -
I due Manager dell'albergo pare ci stiano cercando da giorni per spiegarci cosa è successo riguardo la prematura scomparsa della camera con facilities a noi riservata. Ma nonostante l'importante spiegamento di mezzi di terra e di mare (nell'ordine: caddy cars e banana boat) ancora non sono riusciti a "tanare" I Sposi. In effetti, cerchiamo sempre di mimetizzarci al meglio nelle nostre attività al Taaras: abrustoliti tra il bacon al momento della colazione (e non è per l'effetto delle scottature), impanati come cotolette per renderci invisibili nella sabbia, acchittati con abiti simili alla tappezzeria per entrare in modalità stealth durante la cena! Abbiamo una varietà di tecniche di camuffamento da far invidia alla fauna locale. Per l'angolo Superquark, oggi incontro con una processionaria accampata fuori dalla nostra stanza. Nel pomeriggio, invece, è stata la volta di una MONITOR LIZARD (qui nella versione 40 pollici LED) a far capolino tra la vegetazione.
Per il resto, va detto che chi gestisce l'isola non ha ancora cambiato la scenografia che fa da sfondo ai nostri scatti fotografici. Ma non ci si può lamentare! ^_^
Finalmente anche La Sposa si é resa conto che l'ultimo libro della Rowling è un malriuscito concentrato di borghese nichilismo e gratuita disperazione. Grazie Kindle, ora pigiamo il bottone e voltiamo pagina. ;)








Giorno 15 - Redang, Malesia -
Redang è un posto in cui il tempo sembra essersi fermato. Al di fuori del Taaras, una strada asfaltata porta ad un agglomerato di case in cui animali ed uomini vivono gli uni accanto agli altri. Senza recinti, pollai, stalle. Se non fosse per le parabole e gli LCD che fanno capolino anche dalle abitazioni conciate peggio (comunque Starbucks almeno qui non c'è!), si potrebbe pensare di essersi smarriti in una qualche piega spazio-temporale.
Nel passeggiare a Redang, è ancora la cortesia delle persone a sorprenderci. Fanno tutti a gara per salutarci, che siano seduti nel cortile di casa, o in moto, oppure in bus. Nessuno manca di darci il suo personale "welcome".
Stavolta, I Sposi si lasciano affascinare da un locale torneo di calcio - sullo stile scapoli/ammogliati, solo che qui ci possono aggiungere pure la variabile monogami/poligami - che riunisce l'intera comunità sugli spalti di un campo in terra battuta, mentre poco più a lato alcuni uomini si contendono la vittoria in una sfida a Dama (easier than Chess) che ha in palio come premio - dal primo al quarto classificato - delle semplicissime valigie.
Rincasiamo accompagnati dal canto del Muezzin che invita alla preghiera. A Redang ormai è bassa stagione, e vedere chiusi o abbandonati tutti gli alloggi che - con ogni probabilità - prima della costruzione del Taaras ospitavano un turismo più spartano ci procura un vago senso di nostalgia.
I Sposi chiudono la serata facendosi cantare Take My Breath Away dagli Albano e Romina autoctoni. Impagabili! :D












Giorno 16 - Redang, Malesia -
La pioggia ci tiene compagnia fino al primo pomeriggio, lasciando poi il posto ad una giornata limpida e soleggiata (nonostante l'umidità costante delle latitudini tropicali). Che diluvi o batta il sole, che sia giorno o notte, comunque qui la temperatura non varia mai.
Ormai I Sposi hanno mappato le tane di ogni animale che vive tra le palafitte del Taaras. Oggi hanno fatto la loro comparsa anche le scimmie. Lasciamo a voi le classificazioni tassonomiche del caso. Ci sarebbe poi da nominare un'improbabile lotta I Sposi e il ragno che coabita la loro stanza, ma ha vinto l'aracnide e ci ha costretto a non parlarne! ;)
In serata, nuova capatina dagli Albano e Romina autoctoni (mi sa che li abbiamo convinti di essere loro fans, tanto che interrompono le canzoni per salutarci quando arriviamo). Lui si ostina a cantare Bon Jovi, ma non ne capiamo francamente il perché! Suppongo costi pochi ringgit acquistarne i diritti SIAE :D...
Domani ci attente una giornata di completo relax. Enjoy! ^_^





Giorno 17 - Redang, Malesia -
Ultimo giorno della nostra spumeggiante, aneddottica, iperglicemica e speziatissima Honeymoon! Domani più che un trasferimento ci attende un vero e proprio Esodo. Nell'ordine: approdo in barca verso la terraferma, volo Kuala Terengganu-Kuala Lumpur (ormai dovreste sapere con che compagnia), altro volo Kuala Lumpur-Dubai (ma da qui in poi si sale solo su Boing Emirates) ed ulteriore transvolata Dubai-Malpensa. Il tutto viaggiando per più di 24 ore e recuperando le 6 ore di fuso orario. I Sposi non hanno aggiunto l'Apertura del Mar Rosso solo perché sarebbe stato un filino inflazionata come divagazione. Va comunque detto che dopo l'organizzazione di un matrimonio qualsiasi cosa - anche ciò che all'apparenza pare davvero arduo - ha in realtà un coefficiente di difficoltà decisamente inferiore. ^_^
Le valigie sono quasi pronte: due da 20 Kg l'una (mannaggia ad Air Asia) e abbondante uso di zaini e borsoni. Nel bagaglio de I Sposi per il rientro non è comprenso il simpatico ragnetto di cui vi avevamo dato notizia ieri sera. Nel corso della notte infatti l'animaletto aveva di nuovo fatto la sua comparsa costringendoci stavolta a chiamare la Security al fine di tutelare la nostra privacy (sapete quanti occhi ha quel voyeur di un ragno?!?!). La guardia ha carinamente messo alla porta l'ospite: se li si insegue con la ciabatta paiono più veloci di Usain Bolt mentre se sono gli autoctoni a dargli la caccia questi piccoli insetti gli saltano in mano manco fossero gli elefanti ammaestrati di Moira Orfei! :D
Partiamo dalla Malesia carichi di ricordi e di esperienze (almeno questi li potremo imbarcare senza pagare la sovrattassa). Del resto l'Asia - con le sue mille contraddizioni e le sue mille suggestioni - sarà sempre la nostra seconda casa. Terima Kasih!
Ci si rivede, dunque, sul suolo italico dal 17 ottobre. A presto, per l'ultima volta fuori sincrono. ;)